Territorio ed edilizia sostenibile - editoriale di Tommaso De Bianchi
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Urbanizzazione senza confini: presente e futuro
Come il cemento può lentamente inghiottire una città fino a cancellarla: uno spaccato sull’espansione senza freni della zona nord-est di Roma, a partire dalle righe di uno dei più grandi giornalisti italiani dello scorso secolo, Ennio Flaiano.
Cemento che divora lentamente l’erba dei prati; baracche lungo gli argini di Tevere ed Aniene; fattorie e casolari sempre più inghiottite dalla ragnatela di strade e cemento sapientemente intessuta dai primi “palazzinari”, che trovavano nella Capitale in espansione degli anni ’50, il terreno fertile per i loro affari sul mattone. Non sarà forse il modo migliore con cui dipingere un paesaggio bucolico in rapida estinzione, ma doveva essere più o meno questo ciò che appariva agli occhi di Ennio Flaiano, dalle finestre della sua casa in Via Montecristo, mentre su “Il Mondo”, in quell’anno 1957, uscivano le sue righe sulla nascita del quartiere Talenti. “Impetuosa”, la definisce. Forse con una vena di ottimismo.
Sicuramente non con sarcasmo. Dopotutto, è la fine degli anni ’50. Rione Rinascimento, Porta di Roma, Euroma 2, RomaEst: le innumerevoli scintillanti cittadelle commerciali che costellano e ridisegnano i confini di Roma oggi, allora erano poco più che sogni di un futuro lontano. O di terre oltre oceano, magari, dove i primi grandi centri commerciali prendevano vita ai bordi delle periferie di New York City, di Las Vegas, o lungo le grandi Higways. Scheletri di palazzi, impalcature, appartamenti popolari venduti a prezzi da speculazione ai tanti immigrati meridionali che giungevano nella Città Eterna per cercare fortuna, andando a riempire i tuguri lungo i due fiumi, o riuscendo con sacrificio a portare la propria famiglia fra quattro mura appena costruite dai palazzinari romani.
Si edificava e si creavano nuovi quartieri con l’entusiasmo del boom economico, più che con la progettazione di un piano urbanistico. Avrebbe potuto sentirsi sollevato forse Flaiano, nel vedere che ora i nostri spazi sono gestiti ed organizzati da professionisti dell’edilizia sostenibile, a braccetto con l’ambiente, a “misura d’uomo”, come amano dirla gli esperti di marketing di una delle più grandi holding del cemento romano, che ha completato qualche anno fa l’ultimo gioiello del cuore pulsante dello shopping capitolino e dell’edilizia di alto livello: Parco Leonardo. Sollevato sì, perché in fondo, in quel lontano 1957 eravamo in mano ad imprenditori che dovevano costruire e (ri)costruire la Capitale, senza limitazioni, piani regolatori, sviluppo sostenibile con l’ambiente. Si tiravano su palazzi di dodici e più piani perché ce n’era bisogno: perché ostacolare il progresso? Ora “il cantiere Talenti” che Flaiano ci descrive con abilità e quel suo fantastico occhio critico, è da decenni e decenni completato. E, forse, quell’ottimismo che contraddistingueva il grande giornalista, non era del tutto errato. Via Ugo Ojetti è una delle più vivaci vie commerciali del IV Municipio; palazzi signorili, collegamenti discreti. Forse quella crescita così “impetuosa”, sicuramente non volontariamente, ma del bene l’ha fatto.
Ed ora, beh ora possiamo stare sicuri. Ci sono ingegneri esperti di edilizia eco-compatibile a progettare i nostri spazi. L’era dei palazzinari senza scrupoli e morale è finita. Finita.
Questa è l’era delle holding del cemento e delle cittadelle commerciali di lusso. L’era in cui se abiti in Via delle Vigne Nuove, non vai di certo a riempire le buste della spesa nel negozio di quartiere, ma da Auchan. L’era in cui se vuoi un appartamento “in uno stile dedicato alla persona”, non lo compri certo nei palazzi anni ’60 di Via Val Melaina, ma a Rione Rinascimento, Talenti Nuova.
E’ l’era in cui il piacere di passeggiare nelle tradizionali vie di quartiere non va più di moda, è out: e se devi scoprire un negozio, basta andare alla cartina all’ingresso del Centro Commerciale, un’occhiata e via. Si, si sentirebbe sicuramente sollevato adesso il buon Ennio Flaiano: in fondo, a chi piacerebbe essere qui, a vivere e a percepire questo lento e continuo declino? La sua periferia, e la sua Montesacro erano “impetuose” e vivaci, come la bella Roma di un film di Fellini. La nostra, è sempre più fredda, cinica, vuota.
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Rischio Amianto nella scuola materna ed elementare Anna Magnani
Sulle teste dei bambini, a pochi metri dai locali mensa, numerosi cassonetti in fibra di amianto rischiano di diventare ben più di un grave rischio di salute per i bambini.
Siamo abituati ormai a continui botta e risposta fra la stampa locale e le amministrazioni pubbliche, politiche e scolastiche del IV Municipio, ed il confronto si rivela sempre più spesso utile a mettere in luce casi a volte ignorati volontariamente.
Ma qui non stiamo parlando di una stazione ignorata o di un parco trascurato. E neppure stiamo parlando di un vero e proprio scambio di battute: ci troviamo davanti più che altro ad una reazione spaventata di una Scuola e dell'amministrazione municipale, che si sono viste improvvisamente catapultare davanti la realtà dei fatti: dieci fusti di amianto in totale deperimento, situati in un locale della Scuola Anna Magnani completamente aperto e accessibile (quando dovrebbe essere sigillato). Le polveri di amianto, se respirate, provocano infatti tumori alla pleura e carcinomi polmonari, soprattutto se provenienti dal ricavato cemento-amianto utilizzato fino agli anni ottanta noto come Eternit. E non stiamo neppure parlando di un cantiere, di un capannone industriale, ma di una scuola materna ed elementare, anzi, di una delle più grandi del IV Municipio, dove decine di bambini ogni giorno, dai quattro ai dieci anni, passano le loro giornate.
Secondo quanto dimostrato nel servizio di Riccardo De Cataldo, in prima pagina nell'ultimo numero de La Quarta, e dal video registrato dal giornalista stesso visibile nel seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=yupwQOIsfQk , sono presenti all'interno dell'edificio scolastico numerosi cassoni di amianto precedentemente destinati al contenimento dell'acqua. Essi, da anni in disuso, sono stati lasciati deperire all'interno di una sala soprastante l'edificio mensa, dove almeno un centinaio di bambini ogni giorno passa ore del suo tempo.
Pur essendo bene a conoscenza delle gravissime conseguenze che causano le polveri d'amianto in deperimento sul corpo umano, la Direzione della Scuola, dato il costo estremamente elevato dello stoccaggio, ha deciso di lasciare nella sala i fusti, in gravissima violazione delle norme sulla tutela dei minori alle quali una scuola dovrebbe attenersi.
Il servizio, uscito sulle prime pagine dei giornali di quartiere, ha immediatamente causato la reazione della Direzione scolastica, che invece di rimuovere immediatamente i fusti, cancerogeni per la salute dei bambini, li ha occultati sigillando la sala, e dichiarando il caso è stato totalmente montato dal giornalista.
Ben consci della gravità estrema dei fatti venuti alla luce, la Presidenza della Scuola, invece di tutelare i bambini iscritti, inizia dunque una violenta aggressione verso la stampa locale che ha avuto l'unica colpa di portare alla luce una fattispecie troppo scottante per loro.
La nostra associazione, che si occupa da tempo di piccola editoria, conferenze e studio/analisi del territorio, rende noto di aver già provveduto ad inviare alle seguenti testate e agenzie di stampa nazionali:
La Repubblica - Cronaca Roma
Il Messaggero - Cronaca di Roma
Il Corriere della Sera - Cronaca di Roma
E Polis - Cronaca di Roma
Il Giornale - Cronaca di Roma
Paese Sera.it - Cronaca di Roma
Il Tempo - Cronaca di Roma
Metro - Cronaca di Roma
DNews - Cronaca di Roma
Il Romanista - Cronaca di Roma
ADN Kronos / Agenzia di Stampa - Cronaca di Roma
Tutto il materiale fotografico e video disponibile per approfondire la fattispecie in questione, nonchè i contatti fondamentali per ottenere ulteriori delucidazioni a riguardo.
Nelle foto seguenti: il comunicato stampa della Presidenza della Scuola Anna Magnani a seguito della pubblicazione dell'articolo di R. De Cataldo sulla testata locale La Quarta
Comunicato stampa che sarebbe in realtà smentito dalla documentazione fotografica in nostro possesso:
- I CASSONI DI ETERNIT ALL'INTERNO DEL LOCALE DELLA SCUOLA A. MAGNANI -
- LA SALA CONTENENTE I FUSTI D'AMIANTO SAREBBE IN REALTA' NON SIGILLATA,
MA PIENAMENTE ACCESSIBILE, COME DIMOSTRATO DALLA FOTO -
Il seguente Link accede al canale di La Quarta - TV, dove è possibile visionare il video girato dal giornalista durante il suo ingresso nel locale contenente i cassoni di eternit:
Tragedia di Rivoli - Nella Capitale gli studenti di Senza Tregua organizzano un corteo commemorativo e di protesta contro la mancanza di fondi
Ad un anno dall'evento che ha colpito l'opinione pubblica italiana e l'intero sistema dell'Istruzione quanti progressi sono stati effettivamente fatti? Questi alcuni degli interrogativi che stanno alla base del corteo studentesco del 23 Novembre scorso
Ancora una volta, a pochi giorni di distanza dalla giornata mondiale dell'Istruzione, un corteo studentesco che poco ha da celebrare e tanti fatti da contestare attraversa le strade della Capitale. Parte da Piramide alle ore 9.00 e attraversa la Città per portare di nuovo davanti all'opinione pubblica e alle Istituzioni le disastrose condizioni igeniche e materiali in cui versano numerosi istituti della penisola, impossibilitati per mancanza di fondi a poter svolgere i dovuti lavori di manutenzione. Le conseguenze sono facilmente immaginabili: al disagio per gli studenti, costretti a svolgere le loro funzioni in aule degradate e con servizi igenici spesso inagibili (e tali considerati dagli stessi rapporti delle ASL) si aggiunge la cronica mancanza di spazi adeguati al numero degli iscritti e di fondi per la ristrutturazione ed il mantenimento stesso dei fabbricati.
Mancanza di fondi dovuta spesso alle estenuanti lungaggini burocratiche in cui vivono le richieste di finanziamenti inoltrate alle Provincie che, come dichiarato dallo stesso Presidente della Regione Piemonte lo scorso anno, Mercedes Bresso, sono spesso subissate da richieste di finanziamento che vanno valutate e approfondite da apposite commissioni d'inchiesta.
Ciò che manca è solo il tempo, che troppo spesso incalza.
Riproponiamo ai nostri lettori un'accurata inchiesta che abbiamo portato avanti lo scorso anno per analizzare con l'aiuto dei responsabili di ogni Istituto, la condizione dei fabbricati scolastici del IV Muncipio.
La situazione, nonostante presenti molte crepe, soprattutto nelle sedi distaccate come quella in Via Isola Bella (succursale del Liceo Classico e Linguistico Orazio), non è al limite dell'emergenza. Gli interventi principali di riqualificazione delle strutture e degli spazi sono stati avviati da tempo da Licei come il Giordano Bruno (via della Bufalotta) e l'Aristofane (Via Monte Resegone): il primo con l'inaugurazione di una nuova struttura annessa e collegata con quella precedente, che amplierà lo spazio didattico e di laboratorio a disposizione del G.B, scuola superiore che già gode di una delle strutture per l'attività fisica e motoria più attrezzate e organizzate del territorio. Nel Liceo Aristofane la riqualificazione dell'Aula Magna e degli spazi a disposizione del personale ATA, oltre alla ristrutturazione grazie ai fondi provinciali dei servizi igenici della sede succursale e di alcune aule create con materiale prefabbricato, e pertanto non idonee, ha permesso al prestigioso Classico e Linguistico del Tufello di migliorare la già amplissima offerta che la struttura mette a disposizione degli studenti.
Diversa invece la situazione nella sede distaccata di Via Isola Bella, dove una recente inchiesta de La Quarta ha messo in luce il continuo declino materiale che sta vivendo la sede succursale dello storico liceo Classico di Talenti, l'Orazio, vittima di continue conversioni, abbandoni e ristrutturazioni mai completate, che hanno peggiorato anno dopo anno la condizione fisica del fabbricato.
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La Sede del IV Municipio in Via Monte Rocchetta occupata dai manifestanti sgomberati dal Centro Sociale Horus.
Al centro della protesta lo slogan "La Libertà non si paga, si strappa". Dagli occupanti, grida e proteste contro lo sgombero dell'Horus da parte del Comune di Roma e contro il pacchetto sull'emergenza abitativa approvato questa settimana dalla giunta Alemanno.
"Un'azione deprecabile, da ripudiare in quanto esempio di violenza e non di confronto ragionato fra le parti in causa". Esordisce così il Presidente del IV Municipio a La Quarta, durante l'occupazione dello stabile di Via Monte Rocchetta, sede del Consiglio del IV Municipio. Ragazzi provenienti quasi tutti dal Centro Sociale Horus Club, sgomberato nella mattinata dalle forze dell'ordine su disposizione della Questura e richiesta del proprietario stesso dello stabile. Gli occupanti entrano prepotentemente nel fabbricato e si barricano sui piani alti e sul tetto della sede municipale, appendendo striscioni di protesta e coprendo la facciata dell'edificio con decine di rotoli di carta igenica. "Scelta necessaria per cercare di far svolgere al IV Municipio un ruolo di mediazione con il Comune di Roma" dice uno dei responsabili del comitato per l'emergenza abitativa, mentre parole di sdegno e di denuncia contro la violenta irruzione dei ragazzi dei collettivi vengono dal Presidente Bonelli e dal consigliere R. Borgheresi, che parlano di azione indegna, contro un'Istituzione, come il IV Municipio, che non ha alcuna effettiva responsabilità nello sgombero della sede del centro sociale Horus.
Al centro della protesta inoltre, la tematica dell'emergenza abitativa nel più grande distretto di Roma Nord, alla quale vengono riferiti diversi striscioni calati lungo le mura dell'edificio.
Alle ore 13.45 i ragazzi vengono invitati da parte dei responsabili tecnici ad allontanarsi dal solaio del fabbricato, pericolante e non adatto a sopportare il peso dei manifestanti che l'avevano occupato.
Il Consigliere Aurigemma e il Presidente Bonelli ci informano alle ore 14.00 che la trattativa con gli occupanti è in corso.
Nel pomeriggio i ragazzi dell'Horus abbandonano la sede di Via Monte Rocchetta in attesa del tavolo di confronto con il IV Municipio previsto per domani 19 Novembre.
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Studenti in Piazza - Oltre 150.000 in tutte le principali città
Si conclude con un successo, secondo l'Unione degli Studenti, la Mobilitazione internazionale per il diritto allo studio. A Roma sit-in davanti al Ministero dell'Istruzione da parte degli studenti degli Istituti superiori
17 Novembre, la giornata mondiale in onore del diritto allo Studio. In decine di capitali europee gli studenti e gli universitari hanno celebrato con manifestazioni e conferenze la data che ricorda il valore fondante dell'Istruzione pubblica. In Italia, le manifestazioni organizzate dal sindacato studentesco UdS non sono un'occasione per celebrare, ma per mostrare dissenso e insofferenza. L'Unione degli Studenti ed il suo Coordinamento Universitario Nazionale portano in piazza oltre 150.000 studenti nello sciopero contro l'ultimo decreto legge del governo sull'Università e la Ricerca.
A Roma, il corteo partito da piazza Vittorio Emanuele e composto da oltre 10.000 studenti, secondo le stime della Questura, si dirige verso la Sapienza, per poi concludere il suo percorso in Piazzale Aldo Moro, nell'assemblea pubblica.
"Contro la Repubblica delle Banane", "Il futuro è nostro, Riprendiamocelo!" alcuni degli slogan che hanno ispirato la manifestazione di oggi fra le strade della Capitale, dal centro fino al piazzale antistante il colonnato della Sapienza.
Sit-in svoltosi invece secondo le regole, quello degli studenti degli Istituti superiori del Comune di Roma davanti al Ministero dell'Istruzione e della Ricerca.
Dichiara Stefano Vitale (Unione degli Studenti):
"Scuole, università, accademie sono oggi unite per chiedere maggiori fondi sul diritto allo studio - dichiara Stefano Vitale, dell'Unione degli Studenti - vogliamo permettere a tutti gli studenti di poter studiare indipendentemente dalle condizioni economiche, chiediamo edifici sicuri e non fatiscennti, chiediamo una didattica innovativa, chiediamo maggiore democrazia e partecipazione nei luoghi di studio, al di fuori da ingerenze dei privati".
Hanno partecipato inoltre alla manifestazione svoltasi nella Capitale una delegazione di Studenti Iraniani e un gruppo di studenti dell'Accademia Nazionale di Danza, che ha inscenato delle coreografie in Piazzale Aldo Moro.
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PROSSIMA APERTURA DELLA STAZIONE FS DI VIA VAL D'ALA
Tanti ancora i dubbi sullo snodo ferroviario che metterà in comunicazione il IV Muncipio con la Stazione FS Tiburtina
L'assemblea cittadina del 5 novembre, organizzata dal quindicinale La Quarta e fortemente voluta da tutta la cittadinanza per intavolare un dibattito serio con le Istituzioni locali, è stata una grande occasione di confronto per comprendere e conoscere tutte le vicende e gli sviluppi che hanno ritardato la travagliata apertura della stazione.
Presenti, fra gli altri invitati, il Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli e l'assessore regionale Dalia, responsabile della firma con le Ferrovie dello Stato per la convenzione sull'apertura e la resa operativa della tratta.
Viene resa nota la data tanto attesa dalla cittadinanza: il 13 dicembre sarà l'inaugurazione dell'operatività della stazione e del tratto che collegherà uno fra i più popolati distretti di Roma con la Stazione Tiburtina. Un'inaugurazione che meriterebbe la copertura mediatica e pubblicitaria degna della sua importanza, o quanto meno pari, all'enorme cantiere del prolungamento della Metro B, che sta attraversando da anni questo territorio municipale.
Pubblicizzazione che invece ha tardato a essere vista e che si è intrecciata con i ritardi dei lavori sulla resa operativa della stazione.
Ad appena 10 giorni dal Natale dunque, le Istituzioni Locali, la Regione e le Ferrovie dello Stato decidono finalmente di fare il dovuto regalo ai cittadini del IV Municipio, inaugurando un tratto che renderà facilmente accessibile e in un brevissimo lasso di tempo, la stazione Tiburtina, uno dei più importanti snodi di comunicazione ferroviaria e di trasporto pubblico della città, e che si appresta a diventare, a seguito dei lavori in corso di ristrutturazione, uno dei più importanti a livello italiano.
Molti ancora i dubbi sulla qualità del servizio che offrirà la Stazione di Via Val D'Ala.
Fra di essi, la mancanza di un'adeguato spazio con parcheggi (quasi del tutto assenti), e una linea ATAC che colleghi la stazione con i principali punti di transito della zona (al momento, la sola linea attiva nei paraggi è la deviazione dell'80, che ha il suo capolinea nella piazza antistante la stazione, ma è attiva solo in determinati orari e unicamente nei giorni feriali).
Sembra ieri: vedere enormi gruppi di ragazzi radunarsi davanti al proprio istituto, armati di megafoni, striscioni, pigiami, dirigersi verso l'ultima manifestazione contro il decreto Gelmini, per “difendere il loro futuro e quello degli altri”, perché “noi la crisi non la paghiamo”...
21.03.2009: L'inzio di una tragedia che ha sconvolto profondamente l'Abruzzo e l'Italia 21.04.2009:L'inzio di un nuovo Domani, che unisce l'Italia in una canzone, in una sola melodia
Archiviate varie manifestazioni e decreti vari, per le scuole pubbliche è tempo di bilanci: ad un mese dalla fine della scuola, i presidi parlano chiaro: in media una scuola deve ricevere dal ministero dell'Economia 100000€.